Il caso della Kavo Promedi arriva in Consiglio regionale: mai più una vicenda simile
<Mai più una vicenda come quella della Kavo Promedi>. Con queste parole il Consiglio regionale della Liguria è intervenuto sul caso della multinazionale tedesca che nottetempo ha cercato di smantellare la filiale di via del Commercio a Genova, mettendo in campo un vero e proprio blitz. A un mese e mezzo da quella notte, la Regione chiederà al Governo una posizione netta con una mozione <per far sì che la questione Kavo Promedi divenga caso-simbolo capace di promuovere una legislazione di tutela, per impedire che altre multinazionali presenti sul territorio italiano abbiano la possibilità di manifestare comportamenti analoghi a quelli tenuti dalla Kavo Promedi>. Il Movimento 5 Stelle porterà il caso all’attenzione del Parlamento Europeo, mentre il Partito Democratico ha sottolineato come l’azienda chiuda per motivi a oggi incomprensibili. Di mezzo ci sono i lavoratori che da quel giorno sono con il fiato sospeso, infatti a nulla sono valsi gli incontri in Confindustria per cercare almeno di ottenere tutele. È un muro contro muro che lascia molta amarezza e altrettanto timore per il futuro di 19 famiglie. Il Consiglio ricorda che <l’azienda non ha mai dichiarato lo stato di crisi, che è sempre stata diffusa l’idea di un corretto e regolare funzionamento dell’unità produttiva e che la situazione economica è sempre apparsa positiva. <I lavoratori non sono oggetti – hanno sottolineato gli esponenti del Pd – e non possono essere spremuti come limoni finchè servono e poi gettati in un angolo. Non è accettabile che un’azienda che non è in crisi decida, con logiche mai chiarite, di delocalizzare un’attività che produceva bene e che era in crescita>. Eppure l’impressione che ne esce da tutta questa triste vicenda è proprio quella che i lavoratori siano stati spremuti come limoni. Il Pd ha annunciato che ci sarebbe un’ azienda disponibile a impiegare la forza lavoro della Kavo all’interno della propria compagine lavorativa. Per ora la vicenda è tutt’altro che conclusa. La speranza è che per questi 19 lavoratori arrivi finalmente qualche notizia positiva. 


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